Delusioni e non (I)

Mi sono domandato quante ne ho collezionate in tanti anni.
Troppe perché le possa contare o elencare.
Da quando sono diventato anagraficamente adulto (ma ahimè mai nello spirito), sono diventato anche un fermo e convinto elemento della polis (povera polis).
Quindi classificherò le delusioni e questa volta, frettolosamente a tarda sera, dirò delle mie delusioni politiche. E ne ho avute, sì. Deluso da Craxi (anche se non votai mai per il suo partito, ma mi era piaciuto), deluso da Pannella (che ebbe sovente il mio sostegno prima che i troppi digiuni lo squagliassero in un’ameba pericolosa), deluso dai miei coinquilini (sembra che non sia politica ma lo è e ci tornerò), deluso dagli italiani.
Però spicca su tutti una persona che non mi ha mai deluso, un politico importante di cui si parla da giorni dappertutto e dovunque, in Italia e all’estero. Ecco, qui trovo conforto.
Ogni giorno che passa, per una volta nella mia vita di illuso-ingenuo, mi conferma che almeno una volta non avevo sbagliato la prima volta che sentii parlare di lui.
E’ precisamente e straordinariamente come lo avevo fotografato.
Perciò lo ringrazio. La sua sola esistenza mi restituisce un minimo di fiducia in me stesso.

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  1. #1 di paolo ferrucci il febbraio 10, 2011 - 11:35 am

    Io non ricordo esattamente cosa votai in gioventù; e anch’io negli anni Ottanta apprezzai il craxismo. Poi accadde tutto quel che accadde, non ci capii più nulla e mi allontanai dalla politica. Oggi la seguo attratto soprattutto dall’odore del sangue, in attesa della battaglia finale (se mai ci sarà).
    Pure io riconobbi subito la stoffa di quel personaggio: un politico spaventosamente atipico ma allo stesso tempo così tipico come figura, al punto da poter fungere da paradigma! Me ne sentii respinto dal primo istante, lo sentii lontano in maniera totale, senza se e senza ma. Grazie al cielo.

  2. #2 di rossana il marzo 1, 2011 - 10:52 pm

    hai ragione, pure a me, torna la fiducia ripensando che allora, fin da subito, presi nota di quali erano i rischi di quella sua discesa in campo e che, in sedici anni, non mi ha mai smentito una sola volta.
    tutti gli altri, quelli che invece ho votato, ce ne fosse uno che salverei.
    zero.

  3. #3 di tiddi il marzo 2, 2011 - 6:08 pm

    Certe volte si darebbe chissà cosa per potersi accorgere di aver sbagliato un giudizio: dopo aver patito le conseguenze di quell’infelice ma azzeccata intuizione. Quanti decenni ci vorranno, mi chiedo spesso, per ricostruire lo spirito ormai in macerie di questo Paese?

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