Delusioni e non (II)

 

Avevo letto tempo fa parole ponderate sull’amicizia nel blog di Paolo. Dei sentimenti che legano gli esseri viventi è probabilmente il più straordinario perché è espressione di affetto disinteressato.
Non è prerogativa dell’uomo.
Nella mia prima vita avevamo un gatto maschio impropriamente definito siamese (era un thai), che si chiamava Citroen, e possedeva tutta la coda poiché faceva angolo solo in punta e non era stato necessario amputargliela. Con l’abilità degna di un felino riusciva a scendere dal balconcino del secondo piano fino nei giardinetti privati contenuti dal rettangolo dell’isolato.
A una cert’ora del giorno un maschio rosso di non so quale altra abitazione veniva a sedersi su un muretto sotto il balcone e a quell’ora (grazie al preciso cronografo che tutti i gatti hanno nella testa) Citroen scendeva in giardino, lo raggiungeva e insieme se ne andavano in perlustrazione da giardinetto a giardinetto consumando insieme la mattinata.
Credo che sia proprio l’unicità che la distingue a far sì che le delusioni prodotte dall’amicizia siano così devastanti. Mi è successo, forse non più di due volte in una vita, che un amico mi deludesse, e non ho trovato altra soluzione che troncare in via definitiva, all’istante, procurandomi un dolore che a distanza di anni riaffiora spesso e so che continuerà a manifestarsi a tradimento, come quello di un’articolazione riparata chirurgicamente quando sta per cambiare il tempo.
L’altro giorno, parlandone con mia figlia, ho elaborato razionalmente il motivo di questa reazione solo apparentemente inconsulta: troncare mi è stato necessario perché da quel momento in poi, dal momento della delusione in poi, non avrei più potuto essere “sincero”.
E, proprio perché ne parlavo con mia figlia, ho potuto mettere in evidenza la diversità fondamentale che c’è tra l’amicizia e l’amore. Infatti fu in seguito a una grave delusione che decisi di troncare con sua madre, ma proprio perché in quel caso scioglievo solo il nodo “interessato” che lega un uomo e una donna nel formare una famiglia, ho potuto (a tempo debito) stringere al suo posto il nodo “disinteressato” che da vita all’amicizia e stabilire con lei un nuovo rapporto di affetto e stima. Se da una parte non sarei più potuto essere sincero come compagno di vita, avrei potuto esserlo senza riserve come amico.
Ma se non puoi più essere sincero come amico, non resta niente. Ed è questo niente che resta a farti stare male ogni volta che l’amico di allora ti torna in mente. La ferita di un amico che ti ha deluso non si cicatrizza mai.
Questo mi ha indotto a un’ultima, sofferta considerazione. Siccome ciascuno giudica secondo il proprio metro, quante sono le persone che mi consideravano amico e io ho deluso? Sapendo quanto è doloroso subire la delusione da un amico, è un interrogativo che fa già male a livello solo ipotetico. E purtroppo la vita mi insegna che qualcuno c’è stato di sicuro.

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  1. #1 di paolo f il febbraio 21, 2011 - 11:05 pm

    Quello che io invece non riuscivo a fare era proprio il “troncare all’istante”. Prima di arrivarci, attraversavo una transizione che era come un’agonia, e questo era un grande limite. Tanti, poi, i compromessi che ho coltivato fino all’età matura. Così facendo, ho finito per deludere anch’io molte persone.
    Su un altro versante, quello professionale, mi fa effetto pensare a quanti anni ho convissuto con persone pronte ad accoltellarmi alla prima occasione, e a quante mi hanno per anni detestato e mal sopportato, solo perché ero necessario: proprio come oggi si dice che ci tocca il berlusconismo “perché non c’è alternativa praticabile”!

  2. #2 di Maria Pia il marzo 9, 2011 - 10:07 am

    Mi hai delusa quando t’ho visto la prima volta e… ta-daaaaan! Eccoti simpatico e dolcissimo quando t’immaginavo acidissimo dopo averti letto in un’intervista… 😉

    Folgorazione l’altro giorno rileggendo un incipit (ometto titolo e nome dell’autore) e ho pensato subito a noi, a me (“Parla di me e non me n’ero accorta! Ah già, è da tempo che non rileggo quel romanzo!” :-D):
    L. C., who had lost his father at three and who had never known a grandfather, never expected to find a father as he entered his middle age, but that was exactly what happened . . . although he called this man a friend, as a grown man must do when he finds the man who should have been his father relatively late in life.

    Il resto è la storia della nostra Amicizia 🙂

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