Mostri

Ci sono e ci sono anche quelli storici che escono dagli armadi di notte nelle camerette dei bambini, le nurseries.
Io non ne avevo sofferto da piccolo, ma ricordo bene quando verso gli undici, dodici anni, tornavo a casa sul 31, salito e rimasto dov’era proibito sulla piattaforma posteriore, dopo aver pagato e preso il biglietto dal bigliettaio che stava intrespolato tra l’area vietata della salita e il resto della carrozza con le panche di listelli di legno chiaro. E vicino a me c’erano due ragazzini, uno dei quali aveva appena visto Dracula il Vampiro al cinema e lo raccontava al suo amico. E io origliavo. Una storia terrificante.
Quella notte mi misi a urlare dormendo e accorse mamma e mi svegliò e rincuorò e mi assicurò che i vampiri non esistono, che era una favola di quelle che fanno paura e che hanno per scopo quello di fare paura. Ma solo favole.
Sarà.
Il conte Dracula impalava i suoi nemici. Mi capitò di leggere in non so quale libro che cosa vuol dire.
Viene appuntito un tronco di adeguate dimensioni, diciamo di una decina di centimentri di diametro, e la vittima viene “mollemente” appesa con la punta del tronco infilata nel culo. Il resto lo fa la gravità. Il peso del corpo fa penetrare il palo nel corpo che centimetro dopo centimetro devasta gli intestini fino ad ammazzare il malcapitato per dissanguamento dopo ore di strazio infernale.
Nemmeno tanto terrificante quanto imprigionare un uomo nudo su un secchio pieno di topi, che per liberarsi gli entrano nel culo e scavano. Altra creazione del figlio di Dio.
Alle volte mi chiedo quanti di noi annoverano questi antenati nel proprio albero genealogico.
Ma questo era solo un preambolo.
Perché poi, nella vita vissuta, il mio armadio che quand’ero piccolo restava chiuso mentre io mi attaccavo all’orecchio Radio Caroline per ascoltare la musica del futuro, si è aperto ripetutamente nella mia vita di adulto e ne sono usciti mostri dello spirito invece di quelli della carne, mostri spesso subdoli e infingardi.
E adesso un altro mostro appare con le sue sudate cicce e le sue idiozie da australopiteco, vissuto tre e mezzo milioni di anni fa e scartato dall’evoluzione del’uomo, esce dall’armadio del genere umano che l’evoluzione ha cassato, e verrà a traspirare le sue insolenze extraterrestri tutte le sere all’ora delle massaie.
I mostri ci sono, ma non nel mio armadio che era di frassino con una chiavetta d’ottone.
Prima che esistesse la televisione.

Annunci
  1. #1 di paolo f il febbraio 28, 2011 - 12:45 am

    Mi vengono da pensare un paio di cose.
    Primo, che se quest’ultimo orribile e pesantissimo mostro mi piombasse addosso, forse mi ucciderebbe; secondo, che se venisse mollemente adagiato sul palo appuntito, la gravità per lui sarebbe devastante, ma forse anche misericordiosa (se accelerasse il decorso).
    Lo si potrebbe battezzare l’Ultimo mostro: di quelli che “A volte ritornano”, tanto per citare qualcosa di familiare.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: