Ti saluto così, tu che mi hai insegnato l’essenza dell’essere

Dio fece il gatto perché l’uomo potesse avere il piacere di coccolare la tigre.(Robertson Davies)I gatti sono stati destinati a insegnarci che in natura non tutto ha uno scopo. (Garrison Keillor)
Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura. (Ennio Flaiano)

E’ passato troppo tempo da quando si è rimarginato il tuo ultimo graffio d’amore. Per troppi mesi non avevi più la forza di incidere la mia pelle. E dire che la mia pelle è ridicola, si squaglia.  Ma io ricordo con affetto quando tu eri più piccolo e ancora più rude e io più giovane e meno scassato dallo psoriasi. E mi sono sempre concesso ai tuoi giochi da piccola tigre, no? Perché io sapevo che il tuo amore era unghiuto e ti ho capito, piccolo gatto manesco, io capivo che il tuo gioco era forzatamente brutale perché eri un gatto-gatto, con quei tuoi occhioni sbarrati che mi dicevano “dai, ci facciamo del male?” Ma sì, fatti sotto, mio piccolo grande cacciatore, vediamo chi resiste di più.
Che cosa ridicola, questo umano grande e grosso, per te, e grasso, per tutti, e tu con i canini (ma perché canini? Non sarebbero gattini o felini?) fuori e quelle splendide unghie che avete voi, che sono come le nostre dita… e, tolte le scimmie, quale altro animale le ha? Dita affilate, sì, ma che tu sapevi trattenere quando te lo ordinavo.

Pochi capiscono i gatti, io non ti ho capito, ti ho accettato e amato, Kupfer, ti ho riconosciuto umano e mio simile come un cane non potrà mai essere.  Ma ancora di più, tu, Kupfer, mia anima speculare, per come eri graffiante e romantico, bisognoso di coccole ma solo quando le volevi tu, sorvegliante del mondo, esploratore di antri e cantoni, curioso e pieno di timori come me, ma sempre pronto a buttarti nell’ignoto per poi scappare terrorizzato, sempre pronto ad affondare i denti anche in chi amavi se ti faceva torto.
Tu sei stato gatto vero, fino in fondo, stupido, incomprensibile, sfuggente e amoroso, indipendente e gregario, superiore e sottomesso, sei stato così tremendamente umano.
Ma no, ovviamente sbaglio. Per questo mi manca tanto, perché Kupfer fu così… tullio.

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  1. #1 di Maria Pia il ottobre 22, 2011 - 10:31 am

    When a man loves cat, Iam his friend and comrade, without furhter introduction.
    (Mark Twain)

  2. #2 di Marco Minniti il ottobre 24, 2011 - 11:42 pm

    Da gattaro, ti sono vicino. Ciao Tullio.

    M.

  3. #3 di paolo f il ottobre 26, 2011 - 5:35 pm

    Anche la mia vita è stata accompagnata/segnata dai gatti: partendo dalle origini, questo è un quadro che fece mia madre (sono io a 8 anni):

  4. #5 di paolo f il ottobre 26, 2011 - 5:38 pm

  5. #6 di tiddi il ottobre 27, 2011 - 9:54 am

    Ringrazio tutti dell’affettuosa solidarietà. Mi ha aiutato

  6. #7 di Simona il novembre 25, 2011 - 12:51 pm

    Ciao Kupfer un abbraccio e un grattino speciale… Spero che Sperling stia bene…
    Una abbraccio anche al tuo padrone…è tanto che non lo sento e spero con tutto il cuore che stia bene 🙂

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