Archivio per dicembre 2011

Passa tutto, in tv, ma non Passepartout

 

In cambio mettiamoci un po’ di fiorellate e di episodi di Hawaii Five-O anni settanta recuperati da un cassonetto di Hollywood.
Dandini, Santoro, i Guzzanti, Saverio… tutti fastidiosi, tutti con il difetto di essere critici.
E Daverio? Critico? D’arte, sì, mica Sgarbi, che la mia straordinaria professoressa al Parini avrebbe bocciato dopo averlo ascoltato per quindici secondi (avevo poco tempo, un’ora alla settimana per trenta ragazzi, aveva imparato a capire al volo se uno c’era o ci faceva). Ma solo d’arte.
Che fastidio dava Daverio?
Parlava italiano-italiano, invece dell’italiano-italiota, pieno di “a meno che non” e “se andare o meno”, e allora non lo capiva nessuno?
O capiva di arte, estetica, ma anche sociologia e costume e storia e filosofia e… oh, mamma mia, era un po’ troppo? Non lo capivano nemmeno i dirigenti Rai? Un marziano? No, troppo semplice, minimo da fuori della nostra galassia.

E allora ciao, Philippe. Ti ritroverò presto a La7, lo so e per questo mi consolo.

Quanto alla Rai che fa servizio pubblico… be’, mi viene in mente un’altra immagine, facile per un traduttore di noir di lungo corso come me, e potrei intitolarlo “Il mutilatore buono”, ti smembro, un pezzo alla volta, ma ti somministro un anestetico così non te ne accorgi o accorgi meno.

Oppure potrei ricordare Il Maratoneta e il suo torturatore dentista: ti faccio un buco togliendoti Passepartout, ma ti regalo un bel chiodo di garofano da infilarci dentro… oops, cioè, un Fiorello di garofano.

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