TROPPO

Troppe cose disfatte in troppo pochi mesi, sono in difficoltà. Con gli altri, con me. Luigi era per me un punto di riferimento anche se non lo vedevo o sentivo da anni. Certe ancore ce le hai nel cuore per sempre, non conta la presenza attuale, contra quella storica.

E i mie gatti e… la mia mamma. La mia mamma tremenda e straordinaria, la mia mamma agonistica, nazionale di scherma e alpinista speciale e capostipite, mamma difficile ma mamma, mamma fiorettista di lama e di parola, mamma che ti tagliava a fette, zac zac, mamma che forse tagliò un po’ troppo, ma mamma.

Adesso sono in difficoltà, troppe perdite una via l’altra. Devo metterci King? Non sono sicuro di questo, ma forse non sono stato io a perdere lui, ma lui a perdere me…
Poca cosa per lui, sicuro. Ma credo che poca cosa siamo tutti, relativamente parlando. E credo che pochi siamo quelli che sanno di essere poca cosa.

C’era erba orribile, anzi, c’erano cardi e piantone da segare e zappare sull’umile tumulo che Raffaella e io accumulammo sulla tomba di Kupfer, il primo nella serie dei miei lutti,  ma a forza di zappa è venuto fuori, quel cumolino di sassi… Ecco la poca cosa. Con dentro tanti ricordi, tanta vita, sedici anni, di occhio nell’occhio e code dritte e unghie amanti e fusa e… amore. Amore difficile.

Come con la mia mamma. Difficile ma sempre amore. Credo.

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  1. #1 di pirulix il maggio 15, 2012 - 9:05 pm

    Tu hai perso King? No, lui ha perso te e neanche lo sa “porello”, si è perso tanto… ma io ho trovato te e chissenefrega di King 😉

    Sul resto mi taccio per non banalizzare con qualche sciocchezza quello che hai scritto.

  2. #2 di paolo f il maggio 16, 2012 - 6:10 pm

    Che mamma straordinaria avevi.
    Anche la mia mamma è tremenda, anarchica nel cuore, pittrice da sempre, era abilissima in un sacco di cose. Ma ora sta declinando, col cuore debole e la memoria che svapora. Mi domando come mi sentirò quando non ci sarà più. Di certo questo declino lo sento in me, mi dà una tristezza di fondo che non riesco a scrostare.
    Io la perdita grossa che subii fu quella dell’amico che avevo “adottato” una quindicina d’anni fa e sul quale puntavo tutto, compreso il mio futuro. Perso lui, non acquistai più niente, fino a qualche anno fa. MI accorgo di aver trascorso una vita in ritiro e in auto-privazioni, spesso poco sensate. Chissà che accadrà ora.

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