Destini e sorrisi

Image

Quaggiù in Grecia mi attacco al satellite e succhio notizie italiche. Il più delle volte, nelle mattine precoci, ascoltando RaiNews, uno dei pochissimi programmi di informazione che fanno informazione e non propaganda. Poi da un po’ di tempo mi saltano fuori questi radiofonici in una finestrella, tre simpaticoni che stanno stretti come quando sul sedile posteriore della Giulia dell’Angelo, si stava stretti io da una parte, la Bionda nel mezzo, il Giolo dall’altra. Ma stretti stretti… però questa è un’altra storia, direbbe il barista di Irma La Dolce.
In mezzo Benedetta.
E ogni volta, il suo sorriso straordinario mi riempie di malinconia. Perché lo conosco così bene, lo ricordo così bene.
Mi sorrideva così suo padre quando ci si incrociava a scuola, per lui io ero il poeta del liceo, ero “lo scrittore” della Zanzara, laddove lui e altri faceva informazione, io ero l’elemento artistico.

Le cose non vanno poi come sembrerebbe e ancora fatico a ricavare un senso da questa complicata verità. Walter sotto sotto pensava che io potessi ripercorrere il successo di Buzzati, un pariniano diventato autorevole scrittore… e anche giornalista.
Io pensavo che Walter  sarebbe potuto essere un ottimo informatore.
Lui si sbagliava su di me, io non mi sbagliavo su di lui.

Negli anni settanta, quando traducevo ancora saggi di peso, mi capitò di andare in Solferino a consultare vecchi numeri del Corriere della Sera.
Destino volle che lo incrociassi nell’atrio.
Eccolo… il suo immenso sorriso, quello che non posso dimenticare, quello che mi si è stampato dentro: “Tullio! Come mai qui?”
Già, lui pensò per un attimo “siamo colleghi?” Ma figurati, tu uomo positivo, te l’ho letto negli occhi quello che pensasti. Ma per favore, non ci ho i numeri.
E’ questo il sorriso, non c’è da nessuna parte perché non fa storia, non fa cronaca, non fa niente. E per me invece fa ricordo, memoria, affetto, vita. Io non ce l’ho fatta perché non ci ho i numeri. Tu non ce la facesti perché ti spararono. Tu e io eravamo ragazzini pariniani con grandi aspirazioni. Le mie furono sconfitte dalla mia inettitudine. Le tue da un branco di idioti che purtroppo hanno prodotto altri idioti come loro e così sarà per sempre, temo.

Ma resta una cosa, almeno per me, una cosa che forse mi servirà a non morire con troppa amarezza.
Il sorriso di Benedetta, che è lo stesso sorriso di Walter quando mi incrociò nell’atrio del Corriere della Sera. E’ il sorriso  dell’evvai! E’ il sorriso del Walter diventato Benedetta, e questa sì che è una benedizione.

Annunci
  1. #1 di paolo f il giugno 10, 2012 - 11:21 pm

    Perbacco, non sapevo che eri amico di Walter Tobagi.
    Il tema del “sorriso dell’amico” è una cosa molto importante anche per me, che ho riscoperto solo qualche anno fa, quando mi ritrovai a spasso per la città poco prima di Natale: quando fummo al ristorante, l’amico mi sedeva di fronte e – travolto con me nei discorsi – si è messo a farmi dei sorrisi che mi sono rimasti stampati indelebilmente. Una ricchezza in più che porterò dentro.

  2. #2 di tiddi il giugno 19, 2012 - 4:26 pm

    Paolo: mi sembra opportuno farti notare che non ho scritto d’essere stato amico di Walter, ma che ci incrociavamo a scuola e che scrivevamo entrambi per lo stesso giornalino. Ci conoscevamo in quanto entrambi “fornitori” di parole scritte. Ero più vecchio di lui e frequentavo i miei coetanei, ma ero mio malgrado piuttosto conosciuto.
    Ritengo di dover aggiungere che questa mia breve memoria è stata scritta ben prima della recente notorietà di Benedetta e che ne sono ben lieto. Avessi tardato, la situazione attuale me lo avrebbe impedito. 🙂

  3. #3 di paolo f il giugno 22, 2012 - 9:31 pm

    E’ vero: quando si legge qualcosa ci si proietta sopra il proprio sentire, quasi inevitabilmente.

  4. #4 di pirulix il giugno 23, 2012 - 12:23 pm

    sì, ok, tid’, mo’ fa’ lo sprucido e rispondimi che Guccini non ti piace perché è retorico blablabla… ma visto che moi so’ de coccio…
    insomma, retorica spicciola for you 😉

    Paolo, condivido l’importanza del sorriso di un amico 🙂

  5. #5 di Cristiana Scandolara il settembre 1, 2012 - 8:04 am

    Grazie Tullio per avere scritto queste righe sul sorrisodi un padre edi una figlia
    Cristiana

  6. #6 di Monica il febbraio 1, 2013 - 12:19 pm

    Tullio.. ho appena scoperto il tuo blog =) chissà se ti ricordi di me, la rossa di Domodossola..
    Monica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: