Archivio per novembre 2012

kriòpnevma

Kastorià, un gioiello incastonato sotto l’Albania, a 600 m sul mare. E sono arrivate notizie. Ho voglia di inquadrarle.
Lunedì farà freddo a Berlino e anche, stranamente, a Londra e anche, naturalmente, a Kastorià.

Divagazione 1: Non posso non sorridere ricordando quando, mentre costruivano la casa per cui mi sono svenato a Pirgadikia, mi accadeva di andare in Grecia in marzo: Oh, che bello, vai al caldo mentre noi geliamo… Siccome non è previsto che un “turista” arrivi in marzo, le stanze non hanno riscaldamento. Così a me misero una stufa catalitica. E andavo a dormire con la stufa a manetta vestito di tutto punto. Come quando ero sergente sotto le armi.

Prima che gli ingegneri italiani costruissero la splendida autostrada che da Igoumenitsa mi porta in tre ore e mezzo a Salonicco, mi capitava di fare la strada per Kastorià, salvo poi scendere verso il porto da cui si salpa per l’Italia. Era una strada costellata di edifici improvvisi dopo tratti di natura incontaminata, case dentro piccoli recinti con grandi cartelloni. Concerie. Kastorià si chiama così non per caso. Ma non so se le concerie conciano pelli di castoro. Spero che i castori siano scappati da Kastorià in tempi precedenti a me. Dico solo che erano tutte case senza vita, porte e finestre e cancelli chiusi, forse non si concia più niente, dai conciatori greci. Forse qualcuno ha conciato loro.

Forse adesso scapperanno anche i bambini. Lo spero e lo temo. Leggo che in tutte le scuole di Kastorià non accendono il riscaldamento a gasolio perché non se lo possono permettere.  Già, c’ero anch’io in Grecia quest’anno. Con i nuovi provvedimenti voluti dall’Europa, il governo ha deciso che il gasolio per riscaldamento (in Grecia non c’è una rete di metano e i bomboloni sono praticamente sconosciuti), si pagherà a prezzo pieno, prezzo trasporto. In parole povere, da 0,80 euro a 1,70.

Lunedì, quando aprono le scuole, a Kastorià, a Londra, a Berlino, la temperatura sarà più o meno la stessa. Ma ci sarà una differenza. Che solo a Kastorià i bambini si siederanno nei banchi con il giaccone trapuntato, il cappello di lana e i guanti imbottiti. Perché la scuola non può comprare il gasolio al prezzo stabilito da Merkel e Cameron. Quello che lunedì non pagheranno le scuole di Londra e Berlino. Ma ho il sospetto che Merkel e Cameron non vadano a discutere in Europa pensando ai bambini. Non i loro bambini, se ne hanno, non pensano ai bambini in quanto bambini. Questi europeisti pensano in termini di bambini tedeschi e bambini inglesi, nemmeno del regno unito (questa la metto io che conosco gli inglesi), ma inglesi.

Divagazioni 2: Tutti i bambini del mondo hanno un nome solo che è il nome più bello della storia dell’universo, tutti i bambini si chiamano Domani.

A Kastorià i castori saranno scappati da decenni, ma i bambini che l’Europa vuol far morire di freddo ci sono. Però, leggo, c’è una unica scuola di Kastorià dove si può studiare senza cappotto e cappello, perché un preside ha installato una stufa a legna. Devo essere felice?

Divagazione 3: Il mio piccolo terreno intorno alla mia casa dove con fatica cerco di far verire su alberi da frutto e ulivi ha un recinto e un cancello. Il cancello è sempre stato apribile semplicemente tirando il chiavistello. Poi è arrivata la Merkel…
Ho amici, mi hanno detto: metti un lucchetto sul cancello.
Perché mai, dopo dieci anni?
Perché con il prezzo del gasolio, taglieranno tutti gli alberi per fare legna per i caminetti. E tu hai alberi buoni.
Ho messo il lucchetto.
Prima di partire, quest’anno, a metà ottobre, ascoltavo le motoseghe. Credo che Cameron e Merkel non sappiano nemmeno cosa vuol dire bosco in un paese come la Grecia dove le foreste furono falcidiate per costruire navi con cui impedire ai persiani di invadere l’Europa. Credo che chi ha deciso di stare seduto sulla moneta e non sulla storia non possa né ora né in futuro capire, rappresentare, lanciare il progetto dell’Europa vera.

Capre e guerre hanno pelato la Grecia. Per salvare l’Europa. Adesso ci penseranno Cameron e Merkel a finire di ridurla a deserto. Allora non capisco perché ci abbiamo provato. Sarebbe questa l’Europa? Con i bambini di Londra e Berlino a scuola con le maniche corte e quelli della Grecia con giacconi e manopole? Qualcuno spiega a un vecchio socialista cos’è sta cosa?

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