ho comprato una padella in Grecia

t5sipras-660L’altro giorno ho comprato una padella antiaderente in ceramica in un piccolo Carrefour greco. (Anche Carrefour è una storia greca…).
L’ho comprata per la cucina della casa che quindici anni fa con grande fatica ho costruito in Grecia.
Avevo un fraterno amico a organizzare i lavori di costruzione e ricordo ancora i mille viaggi che facevo in tutte le stagioni con la mia asmatica Alfa 33 4×4 per cercare di seguire i lavori come meglio potevo per coordinare le mie richieste con quel che capacità tecniche – molto primitive – e fondi disponibili ci mettevano a disposizione. E lentamente, anno dopo anno, la casa greca venne su. Venne su con cemento greco, mattoni greci, tegole greche, manodopera greca. E quando arrivai quell’anno sul finire dell’inverno e a poche centinaia di metri dal campo dove costruivo vidi spuntare un comignolo da sopra gli alberi, prima mi disperai pensando che qualcuno avesse costruito una casa addosso alla mia, poi, svoltando nel campo da dietro gli alberi, piansi vedendo i muri e il tetto del mio sogno realizzato. Era il mio comignolo.
Poi oltre i muri venne tutto il resto. Serramenti con legni svedesi. Impianto elettrico con cavi tedeschi, impianto idraulico con materiali tedeschi e italiani, pompe italiane, caldaia italiana, piastrelle e sanitari italiani.
Ma anche i muri in fondo non sono del tutto greci. Io sono in una zona sismica. In una scala da 1 a 10, secondo i criteri greci, qui siamo a 9. Dunque il mio cemento è pieno di tondino, che se provi a fare un buco con il trapano hai il 70% di probabilità di incontrare ferro e allora ciccia, la punta non va dentro.
Ferro di siderurgia italiana.
Non ho mai pensato di controllare cosa c’è scritto sui secchi di vernice bianca per esterni e interni, ma ho un timore…
Ho comprato una padella antiaderente per la cucina della mia casa quasigreca e ho letto le istruzioni in inglese sul cartone della confezione (c’erano anche in greco, ma quello lo mastico, l’inglese lo so meglio dell’italiano). Così ho visto cosa c’era scritto sotto: Made in Turkey.
Se vedo meglio, con gli occhiali adatti, capisco che il brevetto è tedesco, ma la fabbrica è turca. Su licenza? Quel bel fenomeno della delocalizzazione? Ma la Germania è in ogni caso per metà turca.
Mica sarà per questo che ce l’ha a morte con la Grecia… Sai com’è, a pensar male si fa peccato, però…
Qui in Grecia non riescono nemmeno a fare padelle su licenza. Ma come fa un paese totalmente privo di manifattura, un paese di solo terziario fiscalmente incontrollabile, con un’agricoltura e una pastorizia di tipo medievale, a sperare in una ripresa economica sulla base di principi puramente logaritmici, completamente avulsi dalla realtà dell’economia reale?
Stasera mi son fatto uno sfugato, frittata greca con cipolla, patate, erbe, uova.
In una padella comprata in Grecia in un Carrefour in franchising francese e prodotta in Turchia.
Le Grecia è quella che sento respirare sotto i piedi quando esco di casa e cammino e quella che cantano gli uccelli e quella che fruscia nelle fronde della macchia mediterranea.
La Grecia nostra madre che l’Europa vuole sgozzare perché non fa padelle con cui si ingozzano i figli obesi dell’Occidente.

Annunci
  1. Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: