Articoli con tag Andy Weir

Alessandra Calanchi e i marziani

alieni

 

C’è poco da dire, molto meglio leggere. Illuminante come il firmamento in febbraio in una notte di mente limpida.

http://www.ibs.it/code/9788898615759/calanchi-alessandra/alieni-a-stelle-e.html=?4620

 

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THE MARTIAN di Andy Weir

The_Martian_2014

Questo romanzo è bello.
Le volte che sono giunto a questa conclusione finendo di tradurre un libro negli ultimi quindici anni credo si contino sulle dita di una mano. La storia dei romanzi scadenti è lunga e la racconterò altrove.
Questo è un libro divertente e appassionante, a cui mi piace riconoscere una narrazione di notevole acume e talento. Riuscire a coinvolgere il lettore per tante pagine nelle vicissitudini di un naufrago solitario catturandone curiosità, ansia, aspettative e partecipazione non è poca cosa.
Siccome è un bel romanzo, un buon libro, gli editori a cui Andy Weir lo propose nel 2012 lo rifiutarono.
Allora Andy lo caricò sul suo sito web e lo offrì gratuitamente a chi voleva leggerlo e i suoi fan lo spinsero a farne una versione Amazon Kindle scaricabile da Amazon.com al prezzo minimo consentito di 99 centesimi di dollaro.
Dopo che ebbe venduto 35000 copie in tre mesi, i coraggiosi editori si fecero avanti e il lavoro di Andy Weir è finalmente diventato un libro nei primi mesi del 2014.
Anche questa è una storia, purtroppo vecchia.
Intanto Ridley Scott ne ha acquisito i diritti per la riduzione cinematografica e ha messo sotto contratto Matt Demon. Sarà quasi sicuramente un film godibile, ma lo humour che corre come un filo conduttore per tutto il romanzo difficilmente emergerà completamente nella versione cinematografica.
Secondo il Wall Street Journal è “il miglior romanzo di pura fantascienza da anni”, ma io mi permetto di non essere del tutto d’accordo, perché questa definizione potrebbe tenere lontani i lettori che non sono patiti del genere. Fantascientifica è l’ambientazione, ma il protagonista è lo spirito vitale che anima noi tutti.
Non devo aggiungere altro, oltre all’invito a leggerlo. Non solo per la storia che racconta, ma anche per la storia che c’è dietro.
Complimenti a Andy Weir.

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